Il progetto intende offrire condizioni nelle quali 

un bambino, figlio di madre detenuta, possa vivere in un ambiente, fisico e psichico, adeguato alla sua crescita e ai suoi legami affettivi,  e 

una madre detenuta possa coltivare la propria maternità e acquisire la capacità di gestire una relazione equilibrata con il figlio, resa delicata dalla situazione di detenzione che vive. 


Si vuole, cioè, offrire uno spazio “altro” che favorisca un clima di accoglienza, serenità e tutela del loro rapporto.

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Il fenomeno della detenzione dei bambini con le madri non ha ampie dimensioni statistiche ma riveste una cruciale importanza dal punto di vista dei diritti dei bambini e della dignità della persona


Alcuni bambini trascorrono i primi anni di vita in carcere con la loro madre, ma qui soffrono di disturbi legati al sovraffollamento, alla mancanza di spazio emotivamente utile che incide sulla loro crescita complessiva e sullo sviluppo psico-fisico, sulla sfera emotiva e cognitiva.

 

Nonostante esista un normativa che preveda delle soluzioni concrete alla problematica, emerge che tali soluzioni, come la concessione di benefici (permesso premio) e la possibilità di scontare la pena fuori dal carcere (detenzione domiciliare, sospensione pena, misure alternative), sono spesso precluse alla madre poiché nella maggior parte dei casi manca di riferimenti familiari stabili ed in grado di accoglierla, e le strutture in grado di sopperire a tale mancanza sono carenti.

 

Il progetto prevede pertanto di promuovere interventi che, in un crescendo di azioni e di significati che dall’ascolto arriva al coinvolgimento, tutelino la mamma e il bambino e ne garantiscano il benessere fisico e psicologico.


Le mamme e i loro bambini vengono accolte in associazione, offerto loro un appartamento in condivisione con altre mamme, fornito tutti i i beni necessari per la gestione della quotidianità, garantito un accompagnamento socio educativo, un sostegno psicologico e un aiuto nell'accesso ai servizi sul territorio (sanitari, scolastici, legali,..).


I bambini vengono inseriti nelle strutture scolastiche della zona, per facilitarli nella socializzazione e nell'integrazione, per garantire loro la possibilità di crescere in modo equilibrato, sereno e "normale".